Il sistema universitario italiano, se vuole rilanciarsi a livello nazionale e internazionale, deve accettare delle modifiche strutturali nella propria organizzazione. Bisogna cambiare la didattica: rendendo le lezioni più interattive e riducendo il numero di studenti per professore. Gli atenei devono offrire spazi di socializzazione più ampi e maggiori possibilità per la formazione completa dell'individuo. Questo difficilmente può avvenire senza risorse appropriate: tramite quindi una riforma del finanziamento pubblico e l'introduzione di contributi privati, legando l'erogazione di tale denaro alla performance delle singole strutture (misurata con opportuni indici) in particolare riguardo all'offerta dei servizi per gli studenti e alla qualità della ricerca.